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"...appena fuori da quella confusione
e da quel rumore di Roma, che pace lungo la via Latina e nella
Valle del Liri! Là si può comprare una casa,
per quanto a Roma si paga una soffitta. Là puoi avere
un orto con un pozzo e un po' di pecore. Là, padrone
di una zolla di terra, ti senti uomo." D. G. Giovenale,
poeta latino del I sec. d.C.
DESCRIZIONE
Da Roma o da Napoli, il turista - blindato
nella propria casa in città -- può facil-mente
riconquistare il proprio spazio di libertà, se, per
un fine settimana o per un'intera estate, si reca nel più
piccolo paese della Ciociaria (circa 360 abitan-ti) a quasi
1000 metri di altezza, Acquafondata, un verde balcone tra
Lazio, Abruzzo e Mouse , posto sul Monte Meta, nel magnifico
Massiccio delle Mainarde, parzialmente inserite nel Parco
Nazionale d'Abruzzo, che ricordano nel nome l'etimo germanico
di Mainardo, "forte e valoroso", e in effetti tutto
il paesaggio suggerisce un'immagine di potenza, di maestosa
naturalità nei monti e nelle vallate: foltissimi alberi
di querce, cerri, abeti, faggi, aceri al posto del cemento
e una fresca aria di montagna al posto del pesante grigiore
cittadino. Da Cassino, percorrendo la strada per Sant' Elia
e poi quella che risalendo la valle del fiume Rapido arriva
a Vallerotonda, in un susseguirsi di salite e curve, ci si
libera lentamente dallo stress in un percorso che vede, prima,
la campagna lavorata o qualche animale al pascolo, poi, le
varie tonalità del verde dei boschi. Entrando nel paese
il Monumento dei Caduti accoglie il turista con la serenità
di ricordi di guerre lontane e subito si respira un'aria di
pace. Piccolo paese, dalle case pulite e fiorite, che da più
di mille anni vive arroccato sulla montagna, nelle tradizioni
legate al suo popolo, alla sua cultura e alle ricette di una
cucina semplice e genuina , ma originale nelle soluzioni arricchite
dalle influenze delle popolazioni vicine, abruzzesi e molisane.
DATI
- C.A.P. 03040
- Prefisso telefonico: 0776
- Superficie Ha 2.525
- Quota centro urbano: 926 s.l.m.
- Popolazione: 316
- Distanza dal Capoluogo 80 km
- A.S.L.: FR 10
- Distretto scolastico 59°
- Comunità montana: 14 "Valle di Comino
- Piano Territoriale Paesistico: n. 14 "Cassino-Gaeta-Ponza"
- Sindaco: Antonio Di Meo
- Patrono: S. Giovanni Battista
- Giorno di mercato: Lunedì
- Confini geografici: Confina a nord
con il comune di Vallerotonda e la regione Molise, ad est
con la regione Molise, a sud con Viticuso, ad ovest con
Vallerotonda.
CENNI STORICI
Nell'anno 571 una schiera di Longobardi dal
Nord Italia si spinse fino al Meridione e, tolta ai Bizantini
la città di Benevento ed il territorio cir-costante,
istituì il Ducato di Benevento, da dove estesero la
loro conquista a sud fino a Brindisi e a Taranto. Sotto il
duca Gisulfo (684-706) i Longobardi conquistarono gli Abruzzi
ed il Lazio Meridionale fino a Sora. L'intervento del Papa
Giovanni VII costrinse il duca a fissare il limite dei suoi
possessi sul corso del fiume Liri, che venne a segnare il
confine tra i territori pontifici e gli Stati dell'Italia
del Sud. Le gastaldie longobarde del Ducato di Benevento assursero
a grande potenza, divenendo indipendenti e tra-sforrnandosi
in contee: Capua, Aquino, Venafro. Con la caduta a Pavia,
nel 744, del Regno longobardo, occupato da Carlo Magno, re
dei Franchi, lo stesso Ducato di Benevento fu dilaniato da
grandi e gravi lotte interne, separandosi nei principati di
Benevento e di Salerno, poi sorse anche il principato di Capua.
La gastaldia longobarda di Venafro si trasforrnò in
contea, che comprendeva anche l'attuale territorio di Acquafondata,
ed i signori si intitolarono Signori di Venafro, Isernia e
Boiano (nel 1100 il conte Rodulfo fondò il paese di
Molise ed assunse il titolo di Conte di Molise, da cui il
nome della Regione). La for-mazione del complesso e grande
feudo di Montecassino, con giurisdizione feu-dale dell'Abate
Mitrato, frutto di donazione di Sovrani come i Sacri Romani
Imperatori, Principi e Duchi. Nel 744, Gisulfo Il, duca longobardo
di Benevento fece una solenne donazione al monastero dando
inizio alla signoria monastica della terra intorno all'Abbazia.
Tale donazione fu confermata da rescritti impe-riali, regi
e ducali, fra cui quella del 25.04.928 del principe longobardo
Atenolfo II che ne fissava i confini, ricordando Acquafondata:
"inde vadit Aquafundatam...". Da questo "placitum"
il feudo abbaziale fu denominato fino al 1500 "Terra
Sancti Benedicti" poi fino al 1700 fu chiamato "Stato
della Città di S. Germano".
Monaci Benedettini e primo nucleo abitativo.
L'opera dei Monaci Benedettini inizia con l'atto di donazione
del Castello da parte del conte Ugo Morino all'abate Oderisio
1(1089). Il piano di disboscamento, messa a coltura e popolamento
della zona voluto dai Monaci Benedettini, favorito dal tranquil-lo
periodo storico che l'Italia Meridionale godeva in quel periodo
grazie alla politica del conte Roberto il "Guiscardo"
e del principe Riccardo di Capua, donò al Centro un
lungo periodo di tranquillità
Incursioni del Conte di Aquino e primo nucleo
urbano. Con il 1107, a causa delle incursioni armate del Conte
di Aquino, gli abitanti del Centro - su ordine dell'abate
Ottone - abbandonarono le case sparse per le campagne e si
riuniro-no nel Castello. Nacque così il primo nucleo
urbano della Comunità di Acquafondata.
Terremoto del 1231. La popolazione, salvata
dalle incursioni armate del Conte di Aquino grazie all'opera
coercitoria dell'Abate, fu distrutta dal tremendo terremoto
del 1231, proprio perché chiusa tra le mura del Castello
nel nucleo urba-no, rase completamente al suolo
Ripresa economica e disciplina fiscale. Nella
seconda metà del XIII sec, grazie all'Abate Bernardo
I Ayglerio, il Centro tornò a fiorire, nonostante l'applicazione
delle procedure impositive dell'Inquisizione, volute dall'Abate
(nona, decima, quindicesima...) divenendo una fortezza importante
da un punto di vista strategico ed economico.
Lotte tra Angiomi e Aragonesi per il possesso
del Regno di Napoli (1386-1420). Nel corso delle lunghe guerre
tra Angiomi e Angiomi Durazzo e tra Angiomi e Aragonesi con
famosi capitani di ventura come Braccio da Montone e condottieri
come Muzio Attendolo Sforza e i Reparti Armati di Giovanna
Il d'Angiò per il possesso del Regno di Napoli, Acquafondata
e Viticuso con alter-ne vicende rappresentarono i capisaldi
delle lotte.
Terra di San Benedetto. Segue un periodo di
relativa tranquillità, nonostante un nuovo sisma, la
peste del 1657 e successivamente il colera, in cui la Comunità
di Acquafondata, come Terra di San Benedetto riesce a prosperare.
Provincia di Terra del Lavoro. La Terra di
San Benedetto viene incorporata nella Provincia di Terra del
Lavoro, istituita da Giuseppe Napoleone, re di Napoli, con
la legge n. 132 del 8.8.1806.
Acquafondata semplice frazione. Per Regio
Decreto di G. Murat, successo al trono di Napoli a Giuseppe
Bonaparte, divenuto re di Spagna, la Comunità di Acquafondata
diventa parte del nuovo Comune di Viticuso - Acquafondata
- Casalcassinese, perdendo la propria autonomia e tale resterà
anche dopo la Restaurazione dei Borboni nel 1814 fino all'
annessione al Regno d'Italia.
Acquafondata e il Regno d'Italia (1860). Un
solo Comune, appartenente alla Campania, unisce radicalmente
e toponasticamente Acquafondata e Viticuso nel Comune di Acquafondata
e Viticuso, con sede municipale prima nell'uno, poi nell'altro
centro per il parere del Consiglio Provinciale di Caserta.
Acquafondata - Comune autonomo. Grazie alla
richiesta di distacco dal nuovo Comune da parte di Viticuso,
Acquafondata torna ad essere Comunità autonoma, con
legge n. 254 del 26.06.1902.
Montelittorio: Nuovo tentativo di unificazione
dei due comuni. Nel 1927, con la creazione di un toponimo
ex novo - Montelittorio - Acquafondata rischia di perdere
di nuovo la sua autonomia; il tentativo, comunque, non ebbe
alcun seguito e con l'istituzione della Provincia di Frosinone
viene a farne parte.
Acquafondata nel secondo conflitto mondiale
segue le vicende di tanti paesi della Ciociaria. Di quel periodo
si ricorda la storia dei "Quattro di Acquafondata",
che con percorso notturno rocambolesco raggiunsero le truppe
francesi per indicare ai "liberatori" la via per
raggiungere il loro paese e cacciare i tedeschi, volevano
evitare i bombardamenti angloamericani e le razzie - rastrellamenti
tedeschi, ignari che la Ciociaria sarebbe stata liberata dalle
truppe marocchine! "La storia vera è rimasta chiusa
sui monti", qualcuno ha detto.
TRADIZIONI
Sacro e profano si mescolano armoniosamente
nelle creden-ze popolari: malefici e riti legati al lavo-ro
dei campi perdurano da tempi remotis-simi, ora si tende a
non tenere in alcun conto credenze e scongiuri tradizionali,
ma si rimane davvero indifferenti se: si rompe uno specchio?
O se la civetta canta in modo lamentoso? O se si versa il
sale o l'olio? O se il morto rimane con gli occhi aperti?
Le streghe: " I nostri antenati credevano, con fede indiscussa,
a streghe, folletti, spiriti e lupi mannari. Ricordo mia nonna
che mi raccontava di lupi mannari e di spiriti e mi elencava
i posti del paese dove erano stati visti, gli uni e gli altri,
di notte. Credo che esista qualcuno che crede ancora oggi
a que-sti esseri misteriosi, dotati di poteri malefici sovrumani"
... Sono le ianare di Viticuso, Acquafondata e Casalcassinese
ricordate da Antonio Iannetta. ma comuni a tutte le tradizioni
culturali delle società agricolo-pastorali d'Italia.
TURISMO
- Hotel Vittoria ** Piazza dei
Caduti, 1 - Tel. 0776.584419
- Hotel Del Lupo * Via Noci di
Dario, 14 - Tel. 0776.584442
DA VEDERE
- Chiesa di S. Giovanni Battista
- Chiesa di San Rocco (sec. XVII)
- Chiesa di S. Margherita Chiesa della Madonna
del Carmelo
- Resti della Chiesa di S. Maria
- Resti dei castelli di Acquafondata e Casalcassinese
(sec. XIV)
- Vivaio Forestale
SAGRE E MANIFESTAZIONI
- Sagra degli gnocchi - seconda metà
di agosto
- Sagra dei maccheroni alla casareccia I
decade di agosto
- Fiera del bestiame (29 agosto)
- III Domenica di maggio Festival nazionale
con rassegna internazionale della Zampogna - Acquafondata
d'estate
NUMERI UTILI
- Carabinieri: tel. 0776-584423
- Municipio: tel. 0776- 584432
- Vigili Urbani tel. 0776-584423
- Pro loco tel. 0776-584423
- Guardia medica: tel. 587005
Come si raggiunge ACQUAFONDATA
Con l'auto:
- Da Roma: Autostrada del Sole, uscita casello
di Cassino, Superstrada direzione Sora, svincolo per S. Elia
Fiumerapido e provinciale Vallerotonda-Acquafondata.
- Da Roma: Autostrada del Sole, uscita casello di S. Vittore,
Statale Casilina dire-zione Campobasso, Pozzilli-.Bivio di
Filignano, oppure da statale Casilina dire-zione Cassino.
Bivio per Cervaro -Viticuso.
- Da Napoli: Autostrada del Sole, uscita casello di Caianello,
Bivio Isernia, statale 85 fino a Venafro, Pozzilli- Bivio
di Filignano.
- Da Campobasso: Statale 85 sino a Pozzilli-Bivio Filignano
...
- Dal Mar Tirreno (costa laziale): Superstrada per Cassino
sino a svincolo per S. Elia Fiumerapido
- Percorso consigliato: Provinciale Cassino- S. Elia Fiumerapido-Vallerotonda-
Acquafondata.
PIATTI TIPICI
LA POLENTA
Polenta: la PULS o la POLLEN latina nel senso
di polvere fine, fiore di farina, pastone, pappa, che richiama
anche PUL-VIS polvere, termini tutti di origine acca-dica
e aramaica nel senso di polvere impastata, macinata.
La polenta ha una storia senza data, storia
interessante e varia, anche se le modalità di base
della preparazione rimane sostanzialmente la stessa: quella
di bollire in acqua salata cereali sfarinati o farinacei ridotti
in povere: la polenta, nelle sue infinite variazioni, rimane
la primaria e arcaica forma di sostentamento di ogni civiltà
della terra. Le farine con cui si facevano le antiche polente
prima dell'introduzione in Europa del mais, dopo la scoperta
del nuovo co-ntinente nel 1492 ad opera di Cristoforo Colombo,
erano di farro, miglio, orzo, grano saraceno, sorgo (piante
originarie del Medio Oriente) e furono l'elemento principe
dell'alimentazione romana: Apicio parla di polenta aromatizzata,
salata e pepata, addizionata con miele, vino o garum; la Puls
latina o la Puls punica sono le dirette antenate della nostra
polenta e ricordano la "Polenta Taragna" della Valtellina
o la Polenta "Carbonera" del Trentino o il "Tardaglione"
molisano e laziale. Con l'introduzione del mais dal nuovo
continente le antiche polente furono lentamente sostituite
dalla nuova semente, che, priva dei correttivi usati nelle
Americhe, risultò un'alimentazione non comple-ta per
quanti si nutrivano solo di polenta con il risultato di diffondere
una vera e propria piaga sociale: la pellagra. In Ciociaria,
come nelle terre dei polento-ni" settentrionali, la polenta
è molto amata, tanto da essere oggetto di molte sagre
paesane, arricchita di nutrienti sughi di castrato o salsicce
o frattaglie di pollo o di verdure selvatiche come il Tardaglione
di Acquafondata
GNOCCHI ALLA CIOCIARA
INGREDIENTI
Per gli gnocchi: immergere in acqua fredda
salata 400 gr. di patate senza sbucciarle, pelare le patate
ancora bollenti e passarle al setaccio, unire al passato di
patate 250 gr. di farina, un uovo e un pizzico di sale, lavorare
l'impasto con le mani fino ad otte-nere un morbido composto,
formare dei cilindri sottili e tagliarlo a tocchetti lunghi
tre cm. circa; spolverare gli gnocchi con farina e scavarli
al centro con il pollice.
Per il sugo: mettere in un tegame un goccio
di olio extravergine di oliva, cipol-la tritata (facoltativo
sedano tritato), aggiungere 400-500 gr. di spuntature di maiale
(oppure frattaglie di pollo), rosolare a fuoco lento e bagnare
con mezzo bicchiere di vino bianco precedentemente riscaldato,
fare evaporare lentamen-te il liquido, aggiungere conserva
di pomodoro, peperoncino e sale q.b. Fare cuocere a fuoco
lento per circa un'ora.
Immergere gli gnocchi in abbondante acqua
salata portata ad ebollizione, quan-do gli gnocchi vengono
a galla, scolare con la schiumarola e condire.
Disporli nelle "scife" con abbondante
pecorino e prezzemolo tritato...
(La bontà del piatto è garantita
dalla qualità delle patate, che il tipo di terreno
della Ciociaria rende particolarmente saporite).
POLENTA CON I TANNI
INGREDIENTI
Polenta - 1/2 kg. di farina di granturco (meglio
quella a grana grossa), 1 1/2 lt. di acqua, sale grosso q.b.
Condimento: tanni, olio, aglio, sale, peperoncino
Esecuzione:Condimento: cuocere a crudo i
tanni (particolare qualita' di broccoletti di rapa) in un
tegame con olio, aglio, sale e pochissima acqua. Se si desidera
si puo' aggiungere una punta di peperoncino. Polenta:1/2 kg
di farina gialla per 1 lt. e mezzo di acqua. Mettere a bollire
l'acqua in un paiolo, salarla e quando sta per bollire versare
a pioggia poco per volta la farina gialla in modo che non
si formino grumi. Lasciare cuocere a fuoco ardente, sempre
rimestando con l'apposito bastone. La polenta e' cotta quando
si stacca dalle pareti del paiolo. Si versa allora nelle piccole
"scife" di legno e si condisce con i tanni cotti
a crudo con un pochino di olio in piu' del dovuto.
POLLO ALLA CIOCIARA
INGREDIENTI
Un pollo di circa 1 kg., 300 g. di pomodoro,
due o tre peperoni dolci a polpa grossa, un peperoncino, due
spicchi d'aglio, mezzo bicchiere di vino bianco, poco olio,
sale.
Esecuzione: pulire il pollo, fiammeggiare
e tagliare a tocchetti. In un tegame imbiondire nell'olio
gli spicchi d'aglio. Aggiungere i tocchetti di pollo e far
rosolare spruzzando con vino bianco. Appena il vino sara'
evaporato aggiungere il peperoncino, i pomodori e i peperoni
mandati e tagliati a falde. salare, coprire il tegame e cuocere
per circa 45 minuti.
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